Valtellina · Ambiente · Energia

Uranio in Val Vedello: tutte le domande e le risposte

Che cosa prevede il permesso di ricerca mineraria per uranio a Piateda (Sondrio), chi lo ha chiesto, a che punto è la procedura, quali dati sono emersi su radon, acque e salute, che cosa dicono enti, esperti e cittadini.

Situazione aggiornata al . Ogni risposta indica le fonti: atti ufficiali, studi tecnici e articoli di stampa.

In breve

Le basi della vicenda

Che cosa sta succedendo in Val Vedello?

Una società privata, Futuro Energetico Italiano S.r.l., ha chiesto un permesso di ricerca mineraria per uranio e minerali associati nella Val Vedello, nel Comune di Piateda (Sondrio). Lo scopo dichiarato è verificare con tecniche moderne la consistenza del giacimento di uranio individuato negli anni '70 da Agip e mai sfruttato. Il progetto è sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (procedura ID 15049), avviata il 14 luglio 2026.

La vicenda ha suscitato forte attenzione locale: il Comune ha incaricato il Politecnico di Torino di analizzare il progetto, il Parco delle Orobie e la Provincia hanno chiesto integrazioni, il gruppo consiliare di minoranza ha chiesto il rigetto e promosso una petizione.

Fonti: Studio di Impatto Ambientale (SIA); Delibera Giunta Piateda n. 62/2026.

Dove si trova la Val Vedello?

È una valle laterale della Val Venina, sul versante valtellinese delle Alpi Orobie, nel territorio di Piateda (provincia di Sondrio). Il giacimento si trova sotto i versanti del Pizzo del Salto, della Cima Soliva e del Monte Redorta. Le gallerie minerarie si sviluppano tra circa 1.800 e 2.100 metri di quota; il campo base previsto è a circa 1.900 m, sul vecchio piazzale del cantiere Agip. Le acque della valle scendono verso il lago di Scais, la Val Venina e infine il fiume Adda nel fondovalle di Piateda.

Tutta l'area ricade nel Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi e nei siti della Rete Natura 2000 ZSC IT2040033 “Val Venina” e ZPS IT2040401 “Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi”. Secondo la stampa locale la richiesta originaria riguarda circa 3,2 km².

Fonti: SIA; Nota del Parco delle Orobie Valtellinesi, 22/10/2026; Valtellina Mobile, 26/10/2026.

Si tratta di aprire una miniera di uranio?

Formalmente no. La domanda riguarda solo un permesso di ricerca triennale (2026-2028 secondo il SIA): perforazioni esplorative per definire forma, tenore e quantità del giacimento. Un'eventuale estrazione (la “coltivazione”) richiederebbe una concessione distinta, una nuova Valutazione di Impatto Ambientale e altri titoli autorizzativi, come ricordano la delibera del Comune di Piateda e quella del Comune di Faedo Valtellino.

Tuttavia lo scopo dichiarato dal proponente è «delineare corpi minerari estraibili a condizioni tecnico-economiche valide», e il SIA annuncia uno studio di fattibilità (Definitive Feasibility Study) nelle fasi successive. Per questo i contrari sostengono che la ricerca sia il primo passo verso lo sfruttamento; i favorevoli o prudenti sottolineano che senza ricerca non si può valutare nulla.

Fonti: SIA (cap. 1 e analisi delle alternative); Delibera Piateda n. 62/2026; Delibera Faedo Valtellino n. 56/2026.

Che cosa si intende per «uranio e minerali associati»?

Secondo la bibliografia storica riportata nel SIA, il deposito è «idrotermale polifasico di tipo filoniano a forte pendenza» e contiene pechblenda, uraninite e brannerite (minerali di uranio), insieme a solfuri, ossidi di ferro e ganga carbonatica. Tra i metalli associati il SIA cita sfalerite (zinco), galena (piombo) e pirite.

Fonte: SIA, paragrafo “Riserve uranifere della Val Vedello” e analisi dell'Opzione Zero.

Quanto uranio c'è in Val Vedello?

Le stime sono storiche e non verificate con gli standard attuali. Il SIA riporta, citando Geoter (2013), un tonnellaggio accertato di circa 4.536 tonnellate di U₃O₈ (ossido di uranio) con tenore medio dello 0,1%, che sale a circa 6.000 tonnellate abbassando il tenore di riferimento allo 0,08%. Il proponente ritiene che il valore possa essere sottostimato perché «il fondo del giacimento non è mai stato raggiunto».

Un tenore dello 0,1% significa circa 1 kg di ossido di uranio per tonnellata di roccia. Per confronto, il vicino giacimento di Novazza (Valgoglio, Bergamo) è stimato in circa 1.000 tonnellate.

Nota: alcuni articoli parlano di «6.000 tonnellate di uranio» invece che di ossido di uranio; il dato tecnico del SIA si riferisce a U₃O₈.

Fonti: SIA; Il Sole 24 Ore, 8/7/2026; L'AltraMontagna, 29/10/2026; Geopop.

La storia: Agip e le miniere degli anni '70-'80

Come e quando è stato scoperto l'uranio in Val Vedello?

Le ricerche di uranio sulle Orobie iniziano nel dopoguerra: nel 1959 i geologi della SOMIREN (gruppo ENI) individuano le mineralizzazioni di Novazza, sul versante bergamasco. Nel settembre 1975 una prospezione spettrometrica a raggi gamma effettuata in elicottero su tutta la catena orobica rivela anomalie significative in Val Vedello. Nel 1977 Agip (Agip Mineraria/Agip Nucleare, gruppo ENI) avvia una campagna esplorativa con lo scavo di gallerie.

Fonti: SIA (inquadramento storico); L'AltraMontagna, 29/10/2026.

Che cosa ha lasciato Agip in Val Vedello?

Una rete di circa 11 km di gallerie su più livelli, tra quota 2.100 m e i circa 1.800 m del livello “Ribasso”, con cinque portali d'ingresso (Ribasso, Livello 1 Laterale, Livello 1 Centrale, Livello 2, Livello 3), un piazzale di cantiere a circa 1.900 m e una pista di accesso. Secondo Il Sole 24 Ore furono eseguiti anche circa 60.000 metri di perforazioni. Dopo l'abbandono i portali furono murati o parzialmente interrati e la strada è caduta in disuso.

Il SIA stesso riconosce che le gallerie agiscono come «un gigantesco asse di drenaggio artificiale» che ha modificato l'equilibrio idrogeologico del versante.

Fonti: SIA; Il Sole 24 Ore, 8/7/2026; Osservazioni Bonettini (cita il Piano di gestione dei rifiuti del proponente).

Perché le ricerche di Agip si fermarono?

All'inizio degli anni '80 Novazza e Val Vedello vennero riuniti nel “Progetto Valvenova”, che prevedeva un impianto di trattamento a Fiumenero (Valbondione) collegato alla Val Vedello da un tunnel. Il progetto non andò avanti per una combinazione di fattori: venne meno il finanziamento comunitario (fine 1982), Agip Nucleare era in difficoltà finanziarie, cambiarono le politiche energetiche nazionali e crebbe l'opposizione locale. Le ricerche in Val Vedello si interruppero nel 1983 e il cantiere fu smantellato.

Alcune fonti di stampa collegano la chiusura al referendum sul nucleare del 1987; i documenti tecnici (SIA) e la stampa locale indicano invece il 1983 come anno di abbandono della Val Vedello.

Fonti: SIA; L'AltraMontagna, 29/10/2026; La Provincia, 10/10/2026; Radio Onda d'Urto, 24/4/2026.

Esistono studi scientifici indipendenti sulle vecchie miniere?

Sì. Il più citato è il progetto universitario coordinato dal prof. Carlo Dossi (Università dell'Insubria), “Dal laboratorio a bassa radioattività del Baradello alle ex-miniere di uranio in Val Vedello”, con campagne di campionamento nel 2002-2003 e la pubblicazione scientifica Dossi et al. (2007) sul rilascio di uranio nelle acque della miniera abbandonata. Lo studio ha rilevato:

  • concentrazioni di uranio disciolto più basse a monte delle gallerie e più alte a valle;
  • una marcata stagionalità (concentrazioni più alte in inverno-primavera, circa la metà in estate), coerente con i dati Agip del 1980-81;
  • valori nel torrente Caronno superiori ad alcuni punti di controllo, con l'ipotesi che il materiale di scarico abbandonato sul versante rilasci ione uranile per dilavamento.

Le osservazioni di SiAmo Piateda chiedono di confrontare questi dati con quelli raccolti dal proponente nel 2024-2026.

Fonti: Relazione finale progetto Dossi; SIA (cita Dossi et al., 2007); Osservazioni SiAmo Piateda, punti 27 e 34.

Perché a Piateda il tema è così sentito?

Oltre ai timori legati alla radioattività, pesa la storia del paese: lo stesso SIA ricorda che i piatedesi hanno pagato un alto prezzo in vite umane per la costruzione delle centrali idroelettriche e delle gallerie del Novecento, e che molti lavoratori si ammalarono di silicosi. Negli anni '80, secondo la stampa locale, anche l'opinione pubblica contribuì a fermare il progetto Agip. Inoltre la Valtellina contribuisce da decenni alla produzione energetica nazionale con l'idroelettrico.

Fonti: SIA; La Provincia, 22/10/2026; Valtellina Mobile, 26/10/2026.

Che cosa prevede il progetto

Quali lavori sono previsti nel dettaglio?

Secondo lo Studio di Impatto Ambientale (redatto da Hattusas S.r.l. per conto di FEI):

  • 156 sondaggi a carotaggio continuo per un totale di 21.340 metri, su 60 piazzole di perforazione, eseguiti dall'interno delle gallerie esistenti su 4 livelli;
  • profondità dei fori tra 60 e 350 m (media circa 137 m), in tutte le direzioni;
  • riapertura e messa in sicurezza di 5 portali e dei tratti di galleria necessari;
  • sistemazione della strada di accesso (circa 3,8 km) dal tornante presso la Baita Cornascio fino al piazzale di miniera;
  • un campo base con container e tettoie a circa 1.900 m;
  • un generatore, un sistema di ventilazione forzata delle gallerie, un impianto di trattamento delle acque di perforazione a ciclo chiuso (con osmosi inversa);
  • monitoraggi ambientali prima, durante e dopo i lavori.

Il proponente dichiara che non sono previsti nuovi scavi di gallerie.

Fonti: SIA, cap. 8; Valtellina Notizie, 6/10/2026.

Come sono suddivise le tre fasi?

Fase (anno)ObiettivoSondaggiMetriPiazzole
Fase 1Definizione e validazione dei corpi mineralizzati789.42029
Fase 2“Infill”: fori aggiuntivi per aumentare l'attendibilità557.27522
Fase 3Esplorazione oltre le zone note (“exploration upside”)234.6459
Totale15621.34060

Fonte: SIA, par. 8.2 “Descrizione progetto definitivo”.

Il proponente ha valutato alternative?

Sì. Il SIA confronta l'“Opzione Zero” (non fare nulla), perforazioni dalla superficie (con elicotteri, a quote 2.200-2.550 m, in habitat prioritari) e la soluzione scelta, cioè perforazioni dall'interno delle gallerie esistenti, presentata come «l'unica soluzione» capace di coniugare caratterizzazione del giacimento, tutela ambientale e sicurezza. Il proponente sostiene che l'Opzione Zero non sia neutra perché lascerebbe gallerie non monitorate, drenaggi incontrollati e radon non gestito, e la ritiene in contrasto con gli obiettivi del Trattato Euratom.

Il gruppo SiAmo Piateda contesta questa analisi come «asimmetrica», perché l'Opzione Zero sarebbe scartata con argomenti di politica energetica nazionale.

Fonti: SIA, cap. 7; Osservazioni SiAmo Piateda, punto 15.

Che fine fanno le rocce estratte?

Il SIA stima circa 38 m³ di carote (cilindri di roccia di diametro massimo 4,7 cm) e circa 60 m³ di detriti di perforazione (“cutting”). Le carote, dopo la descrizione e i controlli radiometrici, saranno in parte inviate a laboratori certificati e per il resto stoccate in traversi di galleria isolati e ventilati. I detriti saranno caratterizzati per l'eventuale classificazione come NORM (materiali con radioattività naturale), stoccati temporaneamente in galleria e infine destinati allo «stoccaggio definitivo in galleria».

Proprio la destinazione finale di questi residui è uno dei punti su cui il Politecnico di Torino (richiesta RFC-08) chiede chiarimenti, insieme al destino del concentrato prodotto dall'osmosi inversa.

Fonti: SIA; Delibera Piateda n. 62/2026 (RFC-08).

Quanto durerebbero i lavori e quante persone lavorerebbero?

Il programma è triennale (2026-2028 secondo il SIA, quindi da riprogrammare in base ai tempi della procedura). Il numero di addetti, i turni, gli orari, la stagionalità e il traffico indotto non sono quantificati in modo sufficiente secondo il Parco delle Orobie, che ne chiede la specificazione, così come chiede se il personale dormirà al campo base o salirà ogni giorno.

Fonti: SIA; Nota del Parco, punti 10 e 12.

Quanto costa il progetto e chi lo finanzia?

Il SIA non contiene un piano economico. Secondo Il Sole 24 Ore, Reveille Resources prevedeva un budget fino a 1,5 milioni per verifica ambientale e progettazione, finanziato con la quotazione in Borsa (circa 2 milioni di sterline raccolti nel luglio 2026 più 680 mila sterline pre-quotazione). Le osservazioni di SiAmo Piateda segnalano che la «previsione di spesa» è assente e che negli atti si cita solo il capitale sociale di FEI, pari a 750.000 euro.

Fonti: Il Sole 24 Ore, 8/7/2026; Osservazioni SiAmo Piateda, punto 30.

Chi c'è dietro: le società e le persone

Chi ha chiesto il permesso di ricerca?

La domanda originaria è stata presentata il 17 ottobre 2024 a Regione Lombardia da Canoel Italia S.p.A. (Genova). La titolarità è poi passata a Futuro Energetico Italiano S.r.l. (FEI), che ha presentato la VIA al Ministero nel luglio 2026.

Fonti: Domanda di permesso di ricerca mineraria; Delibera Piateda n. 62/2026.

Qual è la catena societaria del proponente?

  • Futuro Energetico Italiano S.r.l.: il veicolo italiano titolare della domanda; fa capo a Reveille Resources.
  • Reveille Resources Plc: società britannica nata nel 2026 come scorporo (spin-off) delle attività italiane sull'uranio di Zenith Energy; quotata dal 7 luglio 2026 sull'Aquis Growth Market di Londra. Il suo progetto principale è il “Progetto Lombardia” (Novazza e Val Vedello).
  • Zenith Energy Ltd.: gruppo energetico con sede a Calgary (Canada), quotato a Londra e Oslo, fondato da Andrea Cattaneo; primo azionista di Reveille con circa il 25%. Nel 2024 controllava interamente Canoel Italia.
  • Ajax Resources Plc: partner minerario, quotata sull'Aquis di Londra, fondata da Ippolito Ingo Cattaneo; circa il 15% di Reveille.

Altri azionisti di Reveille al momento della quotazione: il fondo YA II PN Ltd (Cayman, circa 12,5%) e gli amministratori (circa 23%). La pagina di SiAmo Piateda descrive le tre società come riconducibili ad Andrea e Ippolito Cattaneo.

Fonti: Il Sole 24 Ore, 8/7/2026 e 6/10/2026; La Provincia, 25/5/2026; SiAmo Piateda.

Che cosa c'entra Mike Pompeo?

Il 6 ottobre 2026 Reveille Resources ha annunciato la nomina di Mike Pompeo, ex direttore della CIA ed ex Segretario di Stato degli Stati Uniti, a presidente non esecutivo del consiglio di amministrazione, per un mandato iniziale di tre anni, efficace dopo le verifiche regolamentari. Nel comunicato Pompeo definisce l'uranio un metallo strategico e afferma che la società non promette una produzione immediata ma «un'esplorazione responsabile». Pompeo siede anche nei consigli di altre società (Veon, ACG Metals, Cyabra) ed è partner di Niobrara Capital Partners.

Fonti: Il Sole 24 Ore, 6/10/2026; L'AltraMontagna, 29/10/2026.

Quali dubbi sono stati sollevati sulla solidità del proponente?

  • La capacità tecnico-economica dichiarata si riferisce a concessioni di idrocarburi, non al settore uranifero (SiAmo Piateda, punto 29).
  • Capitale sociale di FEI di 750.000 euro e assenza di una previsione di spesa (punto 30).
  • Pochi dipendenti e contenziosi internazionali di Zenith Energy con la Tunisia (dichiarazioni di Martina Simonini, maggio 2026).
  • Nessuna fideiussione o polizza quantificata a copertura di danni ambientali e bonifiche (osservazioni Bonettini; richiesta RFC-13 del Comune).

Sono rilievi degli oppositori o richieste di chiarimento; nella documentazione analizzata non compare una risposta del proponente su questi punti.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda; Osservazioni Bonettini; La Provincia, 25/5/2026; Delibera Piateda n. 62/2026.

Ci sono altre richieste della stessa società?

Sì. Per il giacimento di Novazza (Valgoglio, Bergamo) la VIA è stata presentata il 16 aprile 2026. Inoltre, nell'ottobre 2026 Regione Lombardia ha comunicato una seconda istanza di FEI denominata “Cima Soliva”, nei comuni di Valbondione (BG) e Piateda (SO). Il Parco delle Orobie osserva che l'area sembra in continuità, forse in sovrapposizione, con la Val Vedello e chiede di valutare gli effetti cumulativi delle due concessioni.

Fonti: Nota del Parco, punto 21; La Provincia, 10/10/2026; Il Sole 24 Ore, 8/7/2026.

La procedura e chi decide

Chi decide se il permesso verrà concesso?

I procedimenti sono due e distinti:

  • Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE): è l'autorità competente per la Valutazione di Impatto Ambientale statale (D.Lgs. 152/2006), con la Commissione tecnica VIA/VAS. Il procedimento include la Valutazione di Incidenza sui siti Natura 2000.
  • Regione Lombardia: rilascia il permesso di ricerca mineraria (R.D. 1443/1927 e Regolamento regionale 7/2024), tenendo conto dell'esito della VIA. Nel settembre 2025 la Regione ha sospeso il proprio procedimento in attesa della VIA.

Comuni, Provincia, Parco, Comunità montana e cittadini partecipano con osservazioni e contributi, ma non hanno potere di veto.

Fonti: Delibera Piateda n. 62/2026; La Provincia, 21/10/2026.

Quali sono i riferimenti ufficiali della procedura?

  • Procedura MASE ID 15049, codice istanza WEB-VIA VIAVIA100000160, titolo «Permesso di ricerca mineraria in concessione denominato “Val Vedello” per uranio e minerali associati»;
  • riferimento regionale SILVIA: VIA0271-MA;
  • avvio della procedura: 14 luglio 2026; procedibilità e pubblicazione: nota MASE del 3 settembre 2026;
  • documentazione consultabile sul Portale Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del MASE.

Fonti: Delibera Piateda n. 62/2026; Nota del Parco; Osservazioni Comune di Faedo Valtellino; Osservazioni Bonettini.

A che punto è la procedura?

Al 30 ottobre 2026 è in corso la consultazione pubblica, aperta il 3 settembre e con scadenza il 2 novembre 2026. Gli enti hanno già depositato richieste di integrazione (Provincia e Parco il 22 ottobre, Comune di Piateda il 26 ottobre, Comune di Faedo Valtellino il 14 ottobre). Non esiste alcuna decisione: dopo la consultazione il Ministero può chiedere al proponente integrazioni documentali, e solo al termine dell'istruttoria emetterà il provvedimento di VIA, positivo (eventualmente con prescrizioni) o negativo.

Fonti: Delibera Faedo n. 56/2026; Richiesta integrazioni Provincia di Sondrio; Nota del Parco; Delibera Piateda n. 62/2026.

Che cosa può fare il Comune di Piateda?

Il Comune partecipa alla VIA con osservazioni e richieste di approfondimento, «senza sostituirsi alle autorità competenti». Il sindaco Simone Marchesini ha dichiarato che in questa fase il Comune può solo presentare osservazioni, che gli esiti possibili vanno dall'annullamento del progetto a controlli più stringenti, e che dire no subito, senza condizioni precise, sarebbe una scelta amministrativa sbagliata. La delibera n. 62/2026 precisa che le richieste non costituiscono né assenso né diniego al progetto.

Nel febbraio 2026 il Comune aveva rilasciato a Canoel un assenso civilistico per l'accesso temporaneo alle gallerie al solo fine dei monitoraggi per il SIA, precisando che non si trattava di un'autorizzazione mineraria né di una presa in carico delle opere.

Fonti: Delibera Piateda n. 62/2026; La Provincia, 10/10/2026.

Che ruolo ha il Politecnico di Torino?

Il Comune di Piateda, con la Comunità montana Valtellina di Sondrio che ne condivide costi e contenuti, ha affidato al Dipartimento DIATI del Politecnico di Torino (determina n. 327 del 6 ottobre 2026) un supporto tecnico-scientifico indipendente. I professori Vincenzo Andrea Riggio e Daniele Martinelli hanno redatto una “Nota tecnica” che giudica la documentazione «complessivamente articolata» ma individua 17 richieste di chiarimento e integrazione (RFC-01…RFC-17), quasi tutte di priorità P1, cioè da risolvere prima della conclusione della valutazione. Il percorso è stato condiviso con Provincia e Parco.

Fonti: Delibera Piateda n. 62/2026; Nota tecnica Politecnico di Torino; La Provincia, 30/10/2026.

Quali sono le 17 richieste del Comune di Piateda?

  1. RFC-01 Caratterizzazione geomeccanica dei tratti di galleria usati (P1)
  2. RFC-02 Stabilità geotecnica e idraulica della strada di accesso (P1)
  3. RFC-03 Percorribilità dei mezzi e viabilità comunale Monno–Vedello–Agneda e Agneda–Diga di Scais–Cornascio (P1)
  4. RFC-04 Ventilazione, radon ed esposizione dei lavoratori; misure di radon anche all'esterno (P1)
  5. RFC-05 Approfondimento radiologico delle acque (U-234, U-238, Ra-226, Pb-210, Po-210) (P1)
  6. RFC-06 Arsenico e collegamenti idrologici verso il torrente Venina (P1)
  7. RFC-07 Bilancio integrato delle acque e dei flussi di processo (P1)
  8. RFC-08 Destinazione finale dei residui NORM e del concentrato da osmosi inversa (P1)
  9. RFC-09 Sovrapposizione GIS progetto/habitat e fauna ipogea e chirotteri (P1)
  10. RFC-10 Matrice delle opere e configurazione post-operam (P1)
  11. RFC-11 Gestione futura della strada e ripristino della viabilità comunale (P1)
  12. RFC-12 Responsabilità sui tratti di galleria utilizzati (P1)
  13. RFC-13 Costi di chiusura e congruità delle garanzie finanziarie (P1)
  14. RFC-14 Criteri prestazionali per concludere il monitoraggio post-operam (P2/P1)
  15. RFC-15 Riconciliazione e validazione del dataset radiologico (P1)
  16. RFC-16 Valutazione epidemiologica di ATS della Montagna (P1)
  17. RFC-17 Arsenico, fondo geogenico e disciplina delle bonifiche (Titolo V D.Lgs. 152/2006) (P1/P2)

Fonte: Delibera Giunta Piateda n. 62 del 26/10/2026.

Il tema è arrivato in Parlamento?

Sì. Il 15 settembre 2026 il senatore Tino Magni ha presentato l'interrogazione n. 4-03352 ai Ministri dell'Ambiente e della Salute. Chiede quali valutazioni siano state fatte sulla compatibilità con il Parco e Natura 2000, quale sia il regime della viabilità agro-silvo-pastorale e se possa reggere mezzi pesanti, se dagli anni '70 siano state fatte indagini epidemiologiche sulla popolazione e se il Governo intenda promuoverne una prima di nuove attività, e se il progetto rientri in una strategia più ampia di sviluppo dei giacimenti lombardi (citando il comunicato di Reveille alla Borsa di Londra sul “Lombardy Project”).

Fonte: Interrogazione 4-03352.

Radon e radioattività

Che cos'è il radon e perché se ne parla?

Il radon-222 è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore, prodotto dal decadimento dell'uranio presente nelle rocce. Si accumula negli ambienti chiusi e poco ventilati (gallerie, cantine) ed è classificato dalla IARC come cancerogeno certo per l'uomo (Gruppo 1), soprattutto per il polmone. La normativa italiana (D.Lgs. 101/2020) fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come concentrazione media annua per abitazioni e luoghi di lavoro.

Fonti: Osservazioni Bonettini; Delibera Piateda n. 62/2026 (RFC-04); Osservazioni SiAmo Piateda.

Quanto radon c'è nelle gallerie?

Le misure del proponente mostrano valori molto alti e molto variabili. Con dosimetri passivi CR-39 (26 maggio – 8 giugno 2026):

Punto di misuraRadon-222 (Bq/m³)Rapporto con 300 Bq/m³
E11_RbD938.701 ± 7.152circa 129 volte
J05_L1D1027.963 ± 5.174circa 93 volte
D11_L1D10bis19.765 ± 3.663circa 66 volte
G06_RbSL210.351 ± 1.928circa 35 volte
H06_L1D210.015 ± 1.867circa 33 volte

Ai portali i valori medi erano circa 745 Bq/m³ (Ribasso) e 496 Bq/m³ (Livello 1 Centrale). Il Politecnico conclude che la presenza di radon elevato nelle parti non ventilate «può considerarsi ampiamente dimostrata». Il confronto con 300 Bq/m³ è indicativo: il valore di riferimento riguarda la media annua, non le misure di breve periodo.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda, par. 3.1.1; Nota tecnica Politecnico di Torino; Delibera Piateda (RFC-04).

Come verrebbero protetti i lavoratori?

Il progetto prevede la ventilazione forzata delle gallerie, la dosimetria dei lavoratori e la sorveglianza secondo il D.Lgs. 101/2020. Il Politecnico chiede un piano di verifica (“commissioning”) della ventilazione prima della presenza continuativa di personale, con soglie, criteri di accesso e azioni in caso di superamento (RFC-04). SiAmo Piateda segnala che manca una stima previsionale della dose efficace annua (mSv/anno) dei lavoratori e che la campagna di misura in galleria è durata solo due settimane.

Fonti: Delibera Piateda (RFC-04); Osservazioni SiAmo Piateda, punti 1 e 11.

La ventilazione delle gallerie può portare radon all'esterno?

È una delle domande aperte. Il Parco chiede di chiarire il destino dell'aria estratta dalle gallerie, le portate, i punti di espulsione, le concentrazioni di radon e polveri mineralizzate nell'aria emessa ed eventuali filtri. Il Comune chiede misure di radon atmosferico ai portali, ai piazzali e a distanza crescente. Le osservazioni di Anna Maria Bonettini sostengono che la ventilazione tutela i lavoratori ma non risolve la dispersione esterna, e chiedono una modellazione della dispersione atmosferica.

Fonti: Nota del Parco, punto 17; Delibera Piateda (RFC-04); Osservazioni Bonettini.

C'è un problema di radon nelle case di Piateda?

Non ci sono dati specifici. Piateda non è incluso tra i 90 Comuni lombardi individuati come aree prioritarie per il radon (D.G.R. Lombardia n. 508 del 26 giugno 2023), elenco che comprende molti comuni della provincia di Sondrio. SiAmo Piateda osserva che questo non dimostra l'assenza di radon e chiede una campagna di misura nelle abitazioni prima dei lavori, come base di confronto. La capogruppo Martina Simonini ha dichiarato che il radon è già presente in cantine e scantinati e che i residenti arieggiano spesso.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda, par. 4.2; La Provincia, 22/10/2026.

Ci saranno rifiuti radioattivi?

Non nel senso dei rifiuti nucleari delle centrali. La ricerca produce però materiali con radioattività naturale (NORM): detriti di perforazione, fanghi del trattamento acque, carote non analizzate e il concentrato dell'osmosi inversa. Il proponente prevede di stoccarli in galleria. Il Politecnico chiede di individuare in modo univoco la destinazione finale, le quantità, il monitoraggio e le responsabilità dopo la chiusura (RFC-08); SiAmo Piateda segnala che la classificazione dei rifiuti estrattivi NORM non è stata finalizzata e che manca un bilancio di massa dei radionuclidi.

Fonti: SIA; Delibera Piateda (RFC-07, RFC-08); Osservazioni SiAmo Piateda, punti 8 e 21.

Acque, arsenico e territorio a valle

È vero che c'è arsenico nelle acque?

Sì, secondo i rapporti di prova allegati dallo stesso proponente:

  • Sorgente San Bartolomeo Inferiore (captazione a uso potabile pubblico, Comune di Piateda): 12,8 µg/L il 16 giugno 2026, oltre il limite di 10 µg/L per le acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 18/2023);
  • punto in galleria PT_S12: 24 µg/L (settembre 2025) e 26 µg/L (novembre 2025);
  • nel complesso, nei livelli profondi e nei punti PT_S06 e PT_S12 il SIA riconosce «criticità sistematiche» con picchi di 21-26 µg/L.

La Provincia di Sondrio, rilevando che alcuni valori raggiungono o superano la soglia di contaminazione di 10 µg/L per le acque sotterranee, chiede di attivare le procedure del Titolo V del D.Lgs. 152/2006, inclusa l'eventuale determinazione del valore di fondo naturale. L'origine potrebbe essere geologica (naturale): è uno dei punti da chiarire.

Fonti: Osservazioni Bonettini; Osservazioni SiAmo Piateda, punto 3; Richiesta integrazioni Provincia di Sondrio, punto 7; Delibera Piateda (RFC-06, RFC-17).

Quanto uranio e radioattività ci sono nelle acque della miniera?

Il SIA riporta uranio tra 17,1 e 28,0 µg/L in alcuni punti, un picco di 66,1 µg/L a giugno 2026 (PT_S06) e un massimo storico di 200,6 µg/L a fine 2024 (livello 1, PT_S07). L'attività alfa totale arriva a 1,76 Bq/L (PT_S06) e 1,51 Bq/L (PT_S11), contro il valore di riferimento di 0,1 Bq/L usato per lo screening delle acque potabili; il radon disciolto a PT_S07 è 98,6 Bq/L. Si tratta di acque di miniera, non di acqua di rubinetto. Il Politecnico chiede di identificare i radionuclidi responsabili delle anomalie e di validare il dataset, segnalando incongruenze documentali (RFC-05, RFC-15).

Fonti: Osservazioni Bonettini (cita SIA pp. 148 e 154-155); Osservazioni SiAmo Piateda, punti 9-10; Delibera Piateda.

L'acqua del rubinetto è a rischio?

Allo stato non ci sono atti che indichino un rischio attuale per l'acquedotto, a parte il superamento di arsenico rilevato alla sorgente San Bartolomeo Inferiore, di cui va chiarita l'origine. I tecnici del Politecnico hanno dichiarato nell'assemblea pubblica che le acque di drenaggio delle gallerie non entreranno nell'acquedotto. Restano aperte le domande sui collegamenti tra gallerie, fratture e falde: il Comune di Faedo Valtellino chiede di tutelare espressamente i due pozzi a uso potabile sul conoide del torrente Venina, alimentati in parte dal subalveo del torrente.

Fonti: La Provincia, 10/10/2026; Osservazioni Comune di Faedo Valtellino; Osservazioni SiAmo Piateda, punto 3.

Quali territori a valle potrebbero essere coinvolti?

Le acque della Val Vedello scendono nel sistema Vedello–Scais–Caronno–Venina fino all'Adda. Il Comune di Faedo Valtellino, confinante, ha chiesto di essere riconosciuto ente potenzialmente interessato e di estendere lo studio fino al fondovalle, includendo l'Adda a valle della confluenza, i pozzi potabili e il Centro Ittiogenico Provinciale di Faedo (gestito dall'Unione Pesca Sportiva, dedicato a specie autoctone come temolo e trota marmorata), che usa acque del sistema Adda–Venina. La Provincia chiede di estendere i punti di monitoraggio a tutto il bacino della Val Venina fino al fondovalle.

Fonti: Osservazioni e Delibera n. 56/2026 del Comune di Faedo Valtellino; Richiesta integrazioni Provincia, punto 3.

Come verrebbero gestite le acque durante la ricerca?

Il proponente prevede un sistema di trattamento e ricircolo a ciclo chiuso per le acque di perforazione (anche per abbattere le polveri), con osmosi inversa. Provincia, Parco e Comune chiedono però un bilancio idrico completo (prelievi, ricircoli, perdite, scarichi, fanghi e concentrati), di chiarire se il punto di scarico ipotizzato nel SIA sia ordinario o d'emergenza, come si gestiranno le acque di drenaggio naturali delle gallerie e da dove arriverà l'acqua per il cantiere. SiAmo Piateda evidenzia una contraddizione nel SIA, che dichiara «nessun impatto» sulle acque nella fase di allestimento ma assegna sensibilità alta all'ambiente idrico in esercizio.

Fonti: Richiesta integrazioni Provincia, punti 2-6; Nota del Parco, punto 18; Delibera Piateda (RFC-07); Osservazioni SiAmo Piateda, punto 6.

Salute ed epidemiologia

Ci sono più tumori a Piateda?

Il SIA, sulla base di dati ATS della Montagna (mortalità e ricoveri 2017-2019 e 2022-2023), riporta per Piateda alcuni scostamenti statisticamente significativi:

  • mortalità per tutti i tumori: SMR 1,29 (IC 90% 1,02-1,62);
  • ricoveri per tumori di trachea, bronchi e polmone: SHR 1,66 (IC 90% 1,04-2,53);
  • ricoveri per tumori di rene, pelvi renale e uretere: SHR 2,68 (IC 90% 1,46-4,55).

Il Politecnico avverte che questi indicatori non consentono, da soli, inferenze causali rispetto alla mineralizzazione uranifera o alle attività minerarie storiche: vanno letti considerando i piccoli numeri, la stabilità nel tempo e i fattori confondenti. Per questo chiede una valutazione epidemiologica di ATS della Montagna prima della fine dell'istruttoria (RFC-16).

Fonti: Nota tecnica Politecnico (par. 16.18); Delibera Piateda (RFC-16); Osservazioni Bonettini.

Sono mai state fatte indagini sulla salute della popolazione o degli ex minatori?

Secondo le osservazioni di SiAmo Piateda manca un'indagine epidemiologica sugli ex lavoratori delle miniere Agip/Somiren degli anni '70-'80; una lettera dell'ASL del 2006 dichiarava l'impossibilità di valutare le popolazioni a rischio per carenza di dati. L'interrogazione del sen. Magni chiede proprio se indagini sistematiche siano mai state fatte e propone uno studio indipendente prima di nuove attività. Anna Maria Bonettini chiede una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) di ATS su tre periodi: prima del 1977, 1977-1985, dal 1985 a oggi.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda, punto 19; Interrogazione 4-03352; Osservazioni Bonettini.

Quali sono i possibili rischi sanitari legati all'uranio?

Le osservazioni presentate al Ministero elencano: inalazione di radon e dei suoi prodotti di decadimento (rischio di tumore polmonare); tossicità chimica dell'uranio per i reni se ingerito con acqua contaminata; polveri di perforazione (silicosi); esposizione a radiazioni gamma da cumuli di scarto. Questi rischi dipendono dall'intensità e dalla durata dell'esposizione: la loro entità reale per lavoratori e popolazione è proprio ciò che enti e consulenti chiedono di quantificare.

Fonte: Osservazioni Bonettini, sezione A.

Natura, Parco e strada di accesso

Che cosa dice il Parco delle Orobie Valtellinesi?

Il Parco, gestore dei siti Natura 2000 interessati, il 22 ottobre 2026 ha concluso che la documentazione, pur ricca di approfondimenti specialistici, non è sufficientemente completa e rappresentativa per esprimere un giudizio sulle incidenze del progetto, e che allo stato non si possono escludere «con il necessario grado di certezza scientifica» effetti pregiudizievoli sull'integrità dei siti. Chiede integrazioni prima di qualsiasi valutazione e sottolinea che i monitoraggi successivi all'autorizzazione non possono sostituire le conoscenze preventive. La nota è firmata dal presidente Marco Ioli e dal direttore Massimo Merati.

Fonti: Nota del Parco, punti 1 e 23; Prima la Valtellina, 28/10/2026.

Quali specie e habitat sono a rischio?

Il Parco cita tra gli altri:

  • flora: Sanguisorba dodecandra (endemismo orobico lungo il sentiero CAI 201), Androsace alpina, Viola comollia; habitat 6150 e 4060;
  • uccelli: fagiano di monte, pernice bianca, civetta capogrosso, civetta nana, picchio nero;
  • chirotteri che potrebbero usare le gallerie come rifugio;
  • rettili e anfibi: colubro liscio, saettone, ramarro occidentale, rana montana;
  • camosci e stambecchi, sensibili al rumore.

Il Parco giudica i rilievi faunistici troppo brevi (poche giornate tra agosto-novembre 2025 e luglio 2026, soprattutto lungo il sentiero) e chiede almeno 12 mesi consecutivi di monitoraggio; gli stessi studi del proponente ammettono che i dati sugli invertebrati sono «parziali e incompleti».

Fonte: Nota del Parco, punti 4-9.

Perché la strada di accesso è un problema?

Il progetto prevede di “recuperare” circa 3.823 m di pista realizzata da Agip, con carreggiata di almeno 3,5 m, pendenze medie del 13% e fino al 20%, piazzole di scambio, gabbionate e protezioni paramassi. I punti critici sollevati:

  • secondo il Parco la strada è di fatto inutilizzata da oltre 40 anni, in molti tratti ridotta a sentiero, e in area Natura 2000 non si può realizzare nuova viabilità se non prevista dagli strumenti di pianificazione; l'area è inoltre in classe di fattibilità geologica 4;
  • il tratto VASP (viabilità agro-silvo-pastorale) è in Classe IV di transitabilità secondo il regolamento comunale: piccoli automezzi fino a 4 tonnellate e larghezza minima 1,8 m, mentre i mezzi di cantiere arrivano a circa 10 tonnellate (SiAmo Piateda);
  • parte del tracciato coincide con la Gran Via delle Orobie (sentiero 201): c'è il tema della convivenza con gli escursionisti;
  • dopo i lavori la strada resterebbe come viabilità permanente, con il problema di chi la manterrà.

Fonti: Nota del Parco, punti 3, 11 e 13; SIA; Osservazioni SiAmo Piateda, punti 2 e 14; Delibera Piateda (RFC-02, RFC-03, RFC-11).

La valle è sempre raggiungibile?

Non necessariamente. Il Parco ricorda che la strada comunale di accesso era chiusa dal 2 gennaio 2026 per una frana e che neve e meteo possono rendere inaccessibili le gallerie; il Comune ha chiarito che non garantisce sgombero neve né ripristini. Il Parco chiede quindi di verificare la logistica dell'intero percorso, compresi i soccorsi. SiAmo Piateda segnala la mancanza di un'analisi del rischio valanghe e caduta massi lungo il tracciato e la sovrapposizione del vertice sud del permesso con aree PAI a pericolosità molto elevata e frana attiva.

Fonti: Nota del Parco, punto 13; Osservazioni SiAmo Piateda, punti 12-13.

Quali altri impatti sono stati segnalati?

  • Rumore: area in Classe acustica I; ricettori umani più vicini a circa 790-840 m (baite) e la frazione Agneda a circa 3,6 km; il Parco chiede di valutare lo scenario cumulativo massimo e gli effetti sulla fauna.
  • Luce: caratteristiche dell'illuminazione del campo base non specificate.
  • Aria: baseline “indicativa” con un solo punto e 28 giorni di misura in estate; particolato non analizzato per uranio, torio, piombo, arsenico (SiAmo Piateda).
  • Paleontologia: relazione solo preliminare; il Parco chiede di considerare i ritrovamenti della vicina Val d'Ambria studiati dall'Università di Pavia.
  • Cartografia: tavole definite «cartine mute», senza quote e riferimenti.

Fonti: Nota del Parco, punti 15-20; Osservazioni SiAmo Piateda, punti 16-17.

Rifiuti, garanzie e dopo la ricerca

Che cosa succede alla fine dei tre anni?

Il proponente prevede lo smantellamento del campo base, la messa in sicurezza delle gallerie, la chiusura dei portali e dei fori e un monitoraggio post-operam; la strada resterebbe come viabilità regolamentata a uso anche escursionistico. Il Comune chiede una “matrice delle opere” che dica, per ogni elemento, cosa resta, chi ne è responsabile e chi paga la manutenzione, e precisa che non intende assumere automaticamente obblighi su strada e gallerie (RFC-10, RFC-11, RFC-12). Chiede inoltre che il monitoraggio finale termini solo al raggiungimento di criteri ambientali verificati, non per semplice scadenza (RFC-14).

Fonti: SIA; Nota del Parco, punto 3; Delibera Piateda.

Chi paga se qualcosa va storto?

La normativa regionale obbliga il titolare del permesso a risarcire i danni causati dai lavori di ricerca e prevede garanzie e cauzioni. Tuttavia, secondo le osservazioni, il progetto non quantifica fideiussioni o polizze commisurate ai costi di chiusura, gestione dei NORM e bonifica. Il Comune chiede un inventario economico degli obblighi di chiusura, anche negli scenari di interruzione anticipata o cambio di operatore (RFC-13); Faedo Valtellino chiede di definire garanzie, risarcimenti e compensazioni prima dell'avvio; Bonettini chiede di subordinare il permesso al deposito di garanzie fideiussorie.

Fonti: Delibera Piateda (RFC-13); Osservazioni Faedo Valtellino, par. 4; Osservazioni Bonettini, sez. C.

Le vecchie gallerie sono sicure?

Non è stato ancora dimostrato. Il SIA afferma che le gallerie della Val Vedello non risultano censite tra i siti minerari dismessi (portale GEMMA/ISPRA), ma il progetto ne prevede il riutilizzo dopo circa 40 anni di abbandono. Comune e SiAmo Piateda chiedono un rilievo strutturale e geomeccanico aggiornato di tutti i tratti da utilizzare, con soglie d'intervento e procedure di consolidamento, prima di autorizzare l'accesso (RFC-01).

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda, punto 4; Delibera Piateda (RFC-01).

Le posizioni di enti, politica e cittadini

Qual è la posizione delle istituzioni locali?

  • Comune di Piateda (sindaco Simone Marchesini): nessun assenso né diniego; 17 richieste di integrazione basate sul Politecnico.
  • Provincia di Sondrio (presidente Davide Menegola): «questione da approfondire con prudenza», senza pregiudizi; 10 richieste di integrazione su rifiuti, acque, arsenico, emergenze, rumore ed emissioni.
  • Comunità montana Valtellina di Sondrio (presidente Tiziano Maffezzini): «prudenza, ma senza pregiudizi»; affianca il Comune e ne condivide la consulenza.
  • Parco delle Orobie Valtellinesi: documentazione insufficiente, impossibile escludere effetti negativi su Natura 2000.
  • Comune di Faedo Valtellino (sindaco Giordano Caprari): chiede di essere coinvolto e di estendere gli studi a valle.

Fonti: delibere e note citate; La Provincia, 21/10/2026 e 30/10/2026.

Che cosa chiede il gruppo SiAmo Piateda?

Il gruppo consiliare di minoranza SiAmo Piateda (capogruppo Martina Simonini; osservazioni firmate anche da Claudio Protto e Giovanni Curti) ha depositato il 26 ottobre 2026 un dossier con 34 criticità, di cui 7 giudicate “molto forti” (radon in galleria, incompatibilità della strada VASP con i mezzi di cantiere, arsenico in una sorgente potabile, gallerie non censite riutilizzate, un errore nell'unità di misura della soglia dell'arsenico nel SIA, contraddizioni sulle acque, baseline del radon nel suolo mancante). Chiede in via principale il rigetto dell'istanza e, in subordine, la sospensione del procedimento fino alle integrazioni. Ha inoltre promosso una petizione e una campagna di brevi video ironici sui social.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda; SondrioToday, 27/10/2026; La Provincia, 22/10/2026.

Che cosa chiede la petizione?

La petizione su Change.org «Blocchiamo le esplorazioni minerarie per l'uranio in val Vedello, provincia di Sondrio», lanciata da SiAmo Piateda il 16 ottobre 2026, è indirizzata al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, al sindaco di Piateda Simone Marchesini, al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e all'assessore regionale all'Ambiente Giorgio Maione. Chiede che non vengano concessi permessi di ricerca, esplorazione o estrazione di uranio in Val Vedello. Al 30 ottobre 2026 contava circa 1.140 firme. Le motivazioni indicate: contaminazione radioattiva, rischi per le acque, danni ad agricoltura, allevamento e turismo, impatto sulla biodiversità, affidabilità del proponente.

Fonti: Petizione di SiAmo Piateda su Change.org; Pagina SiAmo Piateda.

Quali altre voci si sono espresse?

  • Anna Maria Bonettini, biologa (indicata da SiAmo Piateda come esponente del M5S): osservazioni formali al Ministero con richiesta di parere negativo per il principio di precauzione.
  • Rifondazione Comunista (Ezio Locatelli, segretario bergamasco): contraria alla riapertura delle miniere di Novazza e Val Vedello e al nucleare.
  • Italia Nostra (Antonio Muraca, sezione di Sondrio): non contraria a priori se l'attività fosse strettamente monitorata e senza stravolgere la valle, ma ritiene più utile investire nelle rinnovabili.
  • L'associazione “Oltre i muri” (Angelo Costanzo) ha chiesto al sindaco di opporsi, sostenendo che la ricerca prepari lo sfruttamento.
  • Secondo Radio Onda d'Urto, un assessore regionale (non nominato) si è detto favorevole alla riapertura, citando la crisi energetica.

Fonti: Osservazioni Bonettini; Radio Onda d'Urto, 24/4/2026; Il Giorno; La Provincia, 10/10/2026.

Quali sono gli argomenti a favore della ricerca?

Secondo il proponente e le voci più aperte:

  • conoscere con standard moderni la reale consistenza di un giacimento oggi descritto solo da dati degli anni '70-'80;
  • contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla decarbonizzazione, in un contesto in cui il Governo italiano ha riaperto al nucleare con piccoli reattori modulari (SMR);
  • usare gallerie già esistenti invece di perforare dalla superficie;
  • mettere in sicurezza e monitorare un sito minerario oggi abbandonato, con drenaggi e radon non controllati (argomento dell'“Opzione Zero” nel SIA).

Il presidente della Provincia ha invitato a non perdere opportunità per il territorio, purché non si trasformino in criticità.

Fonti: SIA; Il Sole 24 Ore, 8/7/2026 e 6/10/2026; La Provincia, 30/10/2026.

Quali sono gli argomenti contro?

  • area protetta di alto valore naturalistico (Parco e Natura 2000) e strada permanente in quota;
  • radon, arsenico e radioattività già elevati nelle acque e nelle gallerie, con rischio di mobilitarli ulteriormente;
  • segnali sanitari da chiarire e assenza di uno studio epidemiologico;
  • la ricerca come premessa dell'estrazione;
  • dubbi sulla solidità finanziaria del proponente e sulle garanzie;
  • danni d'immagine per turismo, agricoltura e allevamento;
  • scarse ricadute locali: l'uranio non verrebbe trasformato in Italia e i benefici andrebbero agli investitori.

Fonti: Osservazioni SiAmo Piateda; Osservazioni Bonettini; Petizione; L'AltraMontagna, 29/10/2026.

Uranio, nucleare ed economia

L'uranio della Val Vedello servirebbe per centrali nucleari in Italia?

Non automaticamente. L'uranio estratto deve essere convertito e arricchito (dallo 0,7% al circa 4% di uranio-235) e trasformato in combustibile: l'Italia non ha questi impianti, quindi la filiera sarebbe all'estero. Come osserva L'AltraMontagna, il nome “Futuro Energetico Italiano” non garantisce che l'uranio sia usato in Italia. Un'eventuale estrazione in Lombardia, inoltre, non comporterebbe la costruzione di centrali sul territorio.

Fonti: Geopop; L'AltraMontagna, 29/10/2026; Valtellina Mobile, 26/10/2026.

Quanto conta questo giacimento rispetto al fabbisogno?

Poco su scala globale: le risorse mondiali di uranio sono stimate in circa 8 milioni di tonnellate, e un reattore di media taglia consuma circa 160 tonnellate di uranio l'anno. Le stime storiche della Val Vedello (alcune migliaia di tonnellate di ossido di uranio, con tenore di circa 0,1%) coprirebbero una quota limitata del fabbisogno di un eventuale programma nucleare, e la convenienza economica non è ancora stata valutata (il SIA rinvia a un futuro studio di fattibilità).

Fonti: Geopop; SIA.

L'uranio è una “materia prima critica” europea?

No. Il Critical Raw Materials Act dell'Unione Europea (2024), recepito in Italia nel 2025 con procedure semplificate per le materie prime critiche, non include l'uranio. Reveille sostiene comunque, nel comunicato alla Borsa di Londra citato nell'interrogazione Magni, che il quadro normativo complessivo e il Piano nazionale energia e clima siano favorevoli al riavvio del “Lombardy Project”. Il SIA richiama invece il Trattato Euratom.

Fonti: Interrogazione 4-03352; L'AltraMontagna, 29/10/2026; SIA.

Ci sarebbero ricadute economiche per la valle?

Il SIA non quantifica occupazione o ricadute locali. Secondo i critici, un giacimento esplorato con fondi pubblici (Agip/ENI) diventerebbe la base di un'iniziativa privata i cui primi beneficiari sarebbero gli investitori; il turismo e le produzioni locali (formaggi, alpeggi) potrebbero invece subire danni d'immagine. La Comunità montana e la Provincia chiedono di valutare il progetto senza pregiudizi ma con prudenza.

Fonti: L'AltraMontagna, 29/10/2026; La Provincia, 22/10/2026 e 30/10/2026.

Come informarsi e partecipare

Come si presentano osservazioni alla VIA?

Chiunque abbia interesse può presentare osservazioni e nuovi elementi conoscitivi (art. 24, comma 3, D.Lgs. 152/2006) entro il 2 novembre 2026, indicando la procedura ID 15049:

  • via PEC a va@pec.mase.gov.it (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Direzione Generale Valutazioni Ambientali), usando il modulo ministeriale;
  • oppure tramite il Portale delle Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali.

Le osservazioni vengono pubblicate sul portale del Ministero. Dopo la scadenza, eventuali integrazioni sostanziali del proponente possono dare luogo a una nuova pubblicazione.

Fonti: Valtellina Notizie, 6/10/2026; Osservazioni Bonettini (modulo ministeriale).

Dove si trovano i documenti originali?

La documentazione completa del proponente (SIA, Valutazione di Incidenza, allegati, rapporti di prova) è sul portale VIA del Ministero. Copie dei principali atti (delibere, osservazioni, richieste di integrazione, interrogazione parlamentare, studio Dossi) sono raccolte nella sezione “Documentazione” della pagina di SiAmo Piateda. L'elenco completo è in fondo a questa pagina.

Fonti: vedi sezione Fonti e documenti.

Che cosa succederà dopo il 2 novembre 2026?

Il Ministero, con la Commissione tecnica VIA, esaminerà osservazioni e richieste degli enti e potrà chiedere integrazioni a Futuro Energetico Italiano. Dopo le risposte e l'istruttoria emetterà il provvedimento di VIA. Solo in caso di esito positivo Regione Lombardia riprenderà il procedimento per il permesso di ricerca. Comune di Piateda, Faedo Valtellino e Parco si sono riservati di presentare nuove osservazioni sulle eventuali integrazioni. Non sono stati comunicati tempi certi.

Fonti: Delibera Piateda n. 62/2026; Nota del Parco; Delibera Faedo n. 56/2026; La Provincia, 30/10/2026.

Cronologia

  1. SOMIREN (ENI) individua l'uranio di Novazza (Valgoglio, BG).
  2. Prospezione aerea gamma: anomalie in Val Vedello (Pizzo del Salto, Cima Soliva, Monte Redorta).
  3. Agip avvia la ricerca in Val Vedello; in pochi anni scava circa 11 km di gallerie.
  4. Progetto “Valvenova” (Novazza + Val Vedello, impianto a Fiumenero).
  5. Interruzione delle ricerche: tagli ai fondi europei, crisi di Agip Nucleare, cambio di politica energetica. Portali chiusi.
  6. Campagne del progetto universitario coordinato dal prof. Carlo Dossi sulle acque della miniera.
  7. Canoel Italia S.p.A. presenta a Regione Lombardia la domanda di permesso di ricerca “Val Vedello”.
  8. Pubblicazione dell'istanza; la Regione avvisa gli enti, non registra istanze concorrenti, chiede la VIA statale e sospende il proprio procedimento.
  9. Il Comune concede a Canoel l'accesso temporaneo alle gallerie per i monitoraggi del SIA.
  10. Presentata la VIA per il giacimento di Novazza.
  11. FEI subentra a Canoel; la minoranza chiede un confronto pubblico; campagne di misura di radon, aria e acque.
  12. Reveille Resources si quota sull'Aquis Growth Market di Londra.
  13. FEI presenta l'istanza di VIA al Ministero dell'Ambiente (ID 15049).
  14. Pubblicazione della documentazione e avvio della consultazione pubblica (60 giorni).
  15. Interrogazione parlamentare 4-03352 del sen. Tino Magni.
  16. Mike Pompeo nominato presidente non esecutivo di Reveille; il Comune affida l'incarico al Politecnico di Torino.
  17. Assemblea pubblica a Piateda con i tecnici del Politecnico; emerge la seconda istanza “Cima Soliva”.
  18. Osservazioni del Comune di Faedo Valtellino.
  19. SiAmo Piateda lancia la petizione su Change.org.
  20. Richieste di integrazioni della Provincia di Sondrio e del Parco delle Orobie Valtellinesi.
  21. Delibera della Giunta di Piateda con 17 richieste; osservazioni di SiAmo Piateda (34 criticità) e di Anna Maria Bonettini.
  22. Scadenza per le osservazioni del pubblico.

Glossario

VIA – Valutazione di Impatto Ambientale
Procedura che valuta in anticipo gli effetti di un progetto su ambiente e salute; qui è di competenza statale (MASE).
VIncA – Valutazione di Incidenza
Valutazione degli effetti di un progetto sui siti della Rete Natura 2000; è inclusa nella VIA.
SIA – Studio di Impatto Ambientale
Documento redatto dal proponente (qui da Hattusas S.r.l.) che descrive progetto, ambiente e impatti.
Permesso di ricerca / concessione di coltivazione
Il primo autorizza l'esplorazione; la seconda, distinta e successiva, l'estrazione.
Carotaggio
Perforazione che estrae un cilindro di roccia (“carota”) da analizzare.
U₃O₈
Ossido di uranio, unità con cui si esprimono di solito le risorse di uranio.
Radon (Rn-222)
Gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento dell'uranio; cancerogeno di Gruppo 1 IARC.
Bq/m³, Bq/L
Becquerel per metro cubo d'aria o per litro d'acqua: misura della radioattività.
NORM
Naturally Occurring Radioactive Materials: materiali con radioattività di origine naturale.
Rete Natura 2000, ZSC, ZPS
Rete europea di aree protette: Zone Speciali di Conservazione (habitat) e Zone di Protezione Speciale (uccelli).
VASP
Viabilità agro-silvo-pastorale: strade di montagna a transito regolamentato, classificate per peso e larghezza dei mezzi.
CSC
Concentrazione Soglia di Contaminazione (per l'arsenico nelle acque sotterranee: 10 µg/L).
SMR / SHR
Rapporti standardizzati di mortalità e di ospedalizzazione: valori sopra 1 indicano più casi del previsto.
RFC
Request For Clarification: le 17 richieste di chiarimento formulate dal Politecnico di Torino e fatte proprie dal Comune.

Fonti e documenti

Nota metodologica

Questa pagina sintetizza documenti ufficiali e articoli di stampa disponibili al 30 ottobre 2026. Le affermazioni sono attribuite alla fonte da cui provengono; i rilievi di oppositori e consulenti sono riportati come tali e non come fatti accertati. Dove le fonti divergono (ad esempio sull'anno di chiusura delle miniere o sull'unità di misura delle riserve) la discrepanza è segnalata. La pagina non sostiene alcuna posizione sul progetto.

Atti e documenti ufficiali

Articoli di stampa